GreenTour: 109 milioni per il turismo sostenibile, digitale ed efficiente

A cura di, Beatrice Casadei - Dr.ssa in Giurisprudenza

Il settore turistico italiano si trova oggi davanti a una sfida ormai non più rinviabile: crescere, innovare e rendere le strutture più efficienti sotto il profilo energetico, senza perdere competitività in un mercato sempre più attento alla sostenibilità, alla qualità dell’esperienza e alla destagionalizzazione dei flussi.

In questo contesto si inserisce il nuovo incentivo GreenTour, il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo disciplinato dal Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 e dal Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026. La misura mette a disposizione una dotazione complessiva di 109 milioni di euro, suddivisa tra 59 milioni di euro in contributi a fondo perduto e 50 milioni di euro in finanziamenti agevolati.

L’obiettivo del bando è sostenere programmi di investimento che consentano alle imprese turistiche di migliorare l’efficienza energetica delle proprie strutture, produrre energia da fonti rinnovabili, introdurre soluzioni digitali, rafforzare la qualità dell’offerta e adottare criteri ambientali, sociali e di governance.

Chi può accedere al Fondo GreenTour

La misura si rivolge alle imprese operanti nel settore turistico, comprese piccole, medie e grandi imprese, purché rientranti nei codici ATECO individuati dalla normativa e in possesso dei requisiti richiesti dal Decreto.

Possono accedere anche imprese non aventi sede legale in Italia, a condizione che dispongano di una sede nel territorio nazionale, abbiano codice fiscale o partita IVA italiana e rispettino gli obblighi previsti dal bando. È inoltre prevista la possibilità di partecipazione per imprese che, pur non avendo formalmente attivato i codici ATECO turistici, dimostrino attraverso le scritture contabili di aver realizzato oltre il 50% del fatturato in attività turistiche riconducibili ai codici ammissibili.

Un aspetto interessante riguarda anche i proprietari delle strutture turistiche: questi possono presentare domanda, purché costituiti in forma di impresa, avvalendosi dei requisiti del gestore della struttura, ove quest’ultimo sia legittimato, presti il proprio consenso e il rapporto venga mantenuto per tutta la durata dell’investimento.

Il bando consente infine la presentazione di progetti in forma congiunta mediante contratto di rete, soluzione che può risultare particolarmente utile per imprese turistiche che intendano realizzare interventi coordinati su più strutture o su filiere territoriali integrate.

Investimenti ammissibili: il ruolo centrale dell’efficienza energetica

I programmi di investimento devono avere una dimensione economica significativa: le spese ammissibili devono infatti essere comprese tra 1 milione e 15 milioni di euro.

Il cuore del bando è rappresentato dagli interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli interventi cosiddetti “trainanti” devono rappresentare almeno il 51% delle spese ammissibili del programma.

Rientrano tra gli interventi agevolabili, a titolo esemplificativo, la coibentazione dell’involucro edilizio, la sostituzione di serramenti e superfici vetrate, la realizzazione di pareti ventilate, l’installazione di sistemi schermanti, la climatizzazione passiva, i sistemi intelligenti di controllo, la sostituzione di caldaie con modelli ad alta efficienza e gli interventi di riqualificazione energetica di piscine, centri congressi e strutture esistenti.

Sono inoltre ammissibili impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici e pompe di calore, ma con un limite importante: gli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono finanziabili esclusivamente per la quota destinata all’autoconsumo della struttura o dell’unità locale interessata.

Anche i sistemi di accumulo possono essere agevolati, purché assorbano almeno il 75% dell’energia prodotta da impianti rinnovabili direttamente collegati.

Accanto agli interventi principali, il bando consente di finanziare anche interventi aggiuntivi e trainati, come giardini verticali, tetti a verde, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di domotica, software per la digitalizzazione e strumenti per favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Sono ammesse anche spese per consulenze specialistiche, servizi di innovazione, studi ambientali ed energetici, nei limiti e con le intensità previste dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

La misura dell’agevolazione

Le agevolazioni sono concesse attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. La quota di agevolazione riconosciuta è composta per il 54% da contributo a fondo perduto e per il 46% da finanziamento agevolato.

È importante precisare che tali percentuali riguardano la composizione dell’agevolazione concedibile, non necessariamente l’intero costo dell’investimento. L’intensità effettiva dell’aiuto dipende infatti dalla tipologia di intervento, dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione dell’investimento e dal regime europeo applicabile.

Per gli interventi di efficienza energetica, l’intensità base è pari al 30% delle spese ammissibili, con possibili maggiorazioni per piccole e medie imprese e per investimenti localizzati in zone assistite. Per gli interventi relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, le percentuali possono arrivare al 45% per le grandi imprese, al 55% per le medie imprese e al 65% per le piccole imprese. Per i sistemi di accumulo, le intensità massime sono invece pari al 30%, 40% e 50%, rispettivamente per grandi, medie e piccole imprese.

Particolare attenzione è riservata alle PMI: il bando prevede infatti che il 60% della dotazione finanziaria complessiva sia riservato alle piccole e medie imprese e, nell’ambito di tale quota, almeno il 25% alle micro e piccole imprese.

Domande, graduatoria e criteri di valutazione

Le domande potranno essere presentate tramite la piattaforma Invitalia dalle ore 12.00 del 15 luglio 2026 alle ore 17.00 del 15 settembre 2026.

La procedura non si esaurisce in un semplice ordine cronologico di invio. Le domande presentate nel periodo di apertura vengono considerate come pervenute nello stesso istante e vengono valutate mediante una graduatoria basata su criteri tecnici ed economico-finanziari.

Il punteggio massimo è pari a 100 punti e tiene conto, tra l’altro, del rapporto tra investimenti trainanti e totale degli investimenti, della presenza di interventi aggiuntivi ESG o digitali, nonché della solidità economico-finanziaria dell’impresa.

Sono previste anche premialità specifiche: il rating di legalità e la certificazione della parità di genere possono attribuire ciascuno 5 punti aggiuntivi, mentre alcune certificazioni ambientali, energetiche o di sostenibilità, come ISO 14001, EMAS, ISO 50001, Green Key o altre certificazioni riconosciute, possono attribuire fino a 10 punti.

In caso di parità di punteggio, prevale il piano di investimento con il minor costo.

Documenti e attenzione alla sostenibilità finanziaria

La domanda deve essere firmata digitalmente e presentata esclusivamente tramite procedura informatica. L’impresa deve disporre di una PEC attiva e registrata nel Registro delle imprese.

Tra i documenti richiesti rientrano il modulo di domanda, il piano d’impresa, le dichiarazioni sostitutive sui requisiti generali, sulla dimensione aziendale, sul cumulo degli aiuti, sulla normativa antimafia, sui casellari e sulle procedure concorsuali, oltre alla documentazione tecnica relativa al programma di investimento.

Un profilo particolarmente rilevante riguarda la sostenibilità finanziaria. Per essere inserita utilmente in graduatoria, l’impresa deve dimostrare l’integrale copertura finanziaria dell’investimento, allegando almeno una lettera bancaria o un’attestazione della disponibilità dei soci.

Questo aspetto rende necessaria una preparazione accurata della domanda: non basta individuare le spese ammissibili, ma occorre costruire un progetto coerente, sostenibile e documentato sotto il profilo tecnico, economico e finanziario.

Tempi di realizzazione, erogazione e obblighi del beneficiario

I progetti devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda. Non costituiscono avvio dei lavori le attività preparatorie, come richieste di autorizzazioni, permessi o studi di fattibilità.

Gli interventi devono essere completati entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Sul piano dell’erogazione, è prevista una prima anticipazione pari al 30% del contributo a fondo perduto concesso, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare, previa presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa. Il saldo finale viene erogato entro 90 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale della spesa.

La quota di finanziamento agevolato dovrà invece essere restituita secondo un piano di ammortamento con rate semestrali costanti, con scadenza il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Prima dell’avvio del rimborso è previsto il pagamento degli interessi di preammortamento.

Tra gli obblighi del beneficiario assumono particolare importanza la tracciabilità delle spese, l’indicazione del CUP sui documenti di spesa, il rispetto degli obblighi assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali, la comunicazione preventiva di eventuali variazioni del progetto e la corretta rendicontazione finale.

Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal bando può comportare la revoca totale o parziale delle agevolazioni.

Una misura da pianificare con attenzione

GreenTour rappresenta un’opportunità rilevante per le imprese turistiche che intendano realizzare investimenti strutturati in sostenibilità, efficienza energetica, autoconsumo, digitalizzazione e miglioramento dell’offerta.

La misura, tuttavia, richiede una progettazione attenta. La soglia minima di investimento, pari a 1 milione di euro, la necessità che gli interventi trainanti rappresentino almeno il 51% delle spese ammissibili, l’applicazione delle regole europee sugli aiuti di Stato e l’obbligo di dimostrare la copertura finanziaria rendono indispensabile una valutazione preventiva del progetto.

Per le imprese interessate, il periodo che precede l’apertura dello sportello è quindi decisivo: occorre verificare i requisiti soggettivi, costruire il piano di investimento, raccogliere la documentazione tecnica, valutare le intensità di aiuto applicabili e predisporre la prova della sostenibilità finanziaria.

Il bando non finanzia semplici interventi isolati, ma programmi organici di trasformazione dell’impresa turistica. Proprio per questo, può diventare uno strumento importante per quelle realtà che intendano rafforzare la propria competitività, ridurre i consumi, migliorare la qualità dei servizi e posizionarsi in modo più solido nel turismo sostenibile dei prossimi anni.

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